Arminio: ‘Altura festival, sostenibile fino all’alba’

Arminio: ‘Altura festival, sostenibile fino all’alba’

C’è la firma di Franco Arminio, paesologo d’Irpinia, su “Altura Festival”: quattro giorni di musica, laboratori e parlamenti a Bisaccia, dal 26 al 29 luglio. Una festa dell’Italia interna, viene definita dagli ideatori. Un punto fondamentale di una rete di festival che puntano sui paesi, come il Siluna fest che nasce quest’anno ad Acri e La luna e i calanchi, che ad agosto giungerà alla sesta edizione nel suggestivo borgo di Aliano.

Arminio, chi passerà da lì in quei giorni cosa deve aspettarsi?

“Altura” è un festival dedicato alla musica under 35. Abbiamo vinto un bando “S’illumina” della Siae rivolto al sostegno di autori, esecutori ed interpreti con meno di 35 anni. A differenza però di altri festival musicali, non ci sarà solo ascolto. Sono previsti parlamenti comunitari, cioè momenti di incontro e riflessione tra i musicisti e il pubblico, con riflessioni sul loro lavoro, racconto di esperienza. Avremo ad esempio un cantautore siciliano molto bravo, Antonio Di Martino. Si riuniranno vecchie band. Io presenterò il mio ultimo libro.

Non un festival con il grande nome da classifica, insomma.

Il grande nome non ci interessava. Questo festival nasce sulla scia dell’esperienza di Aliano, de “La luna e i calanchi”. Puntiamo a dare vita a comunità provvisorie nelle quali pubblico e artista sono protagonisti allo stesso modo. Proprio come Aliano, si andrà ben oltre ciò che è scritto nel programma: ci sarà tanto spazio per l’improvvisazione, fino all’alba. E mi preme sottolineare che Bisaccia non sarà sfondo del festival, ma coprotagonista con il suo castello, il centro storico, la parte vecchia dove avranno luogo concerti itineranti. Non a caso abbiamo lanciato sui social un piccolo contest di foto del paese.

Senta, ma un altro festival in Irpinia… Da Calitri a Montella passando per Bisaccia o spostandosi verso Avellino, se ne contano diversi. Magari coincidono pure nelle date. Non pensa siano troppi?

“Altura Festival” nasce da altura, un festival letterario che sperimentai a Bisaccia negli anni ’80. Ho voluto riprendere quell’esperienza, non c’è improvvisazione dietro al progetto. Sulla quantità di eventi-festival, io penso che l’importante è farli bene. Vedo in giro troppe serate anonime. Noi abbiamo l’ambizione di portare in paese per più giorni persone che vengono totalmente da fuori. Ci interessa parlare soprattutto a non irpini, creare relazioni. Poi la nostra terra è talmente bella che una volta mostrata agli altri, piace per forza.

Piace, ma finisce per essere animata sempre solo d’estate.

Beh, la mia Casa della paesologia è aperta tutto l’anno, facciamo cose tutto l’anno. Dopodiché c’è un dato oggettivo e cioè il clima: qua diventa impossibile fare cose in una stagione diversa. Però per estate in genere si fa riferimento alle settimane dal 5 al 25 agosto, quindici giorni in cui tutto si concentra. Noi abbiamo provato ad allungare un po’ il periodo estivo scegliendo di tenere “Altura Festival” a fine luglio. Le persone solitamente arrivano dopo…

L’input, di tipo economico, glielo ha dato un bando Siae. Lei pensa che questo tipo di eventi possa trovare, qui in Irpinia, sostenibilità economica? Continuano a nascere e morire iniziative che non si reggono in piedi se non attraverso fondi pubblici.

Nel nostro festival c’è un 10% di partecipazione privata, di privati del territorio. Il resto viene da fuori. Non c’è sostegno economico del Comune, ad esempio. Sarà una manifestazione in attivo economico perché l’Irpinia non spenderà per essa un solo euro. E’ troppo facile prendere 50-60mila euro, chiamare un impresario, far venire un grande nome a costi proibitivi e poi non creare nessun ritorno economico per i paesi. Per rendere sostenibili le iniziative servono persone che hanno esperienza, credibili. Io comunque mi occuperò solo del coordinamento. Il lavoro lo faranno ventenni e trentenni del posto. Sarà una sorta di allevamento o allenamento, i ragazzi sperimenteranno la produzione di un evento culturale.

Facciamo una previsione. L’esperimento potrà ritenersi riuscito con quanti visitatori?

Io non mi baserei su un criterio numerico. Sarà riuscito in base a quanta felicità, quante relazioni, quanta letizia avremo generato. Ad Aliano arriviamo pure a 20mila visitatori. Qui penso ci fermeremo a poche migliaia, provenienti da diverse parti d’Italia. Non è la festa di Sant’Antonio.

 

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